Tutti i danni della carie

quando serve l’intarsio e quando una capsula

Tutti i danni della carie: quando serve l’intarsio e quando una capsula
18 Giugno 2024 Studio Inserra

Prevenzione, l’unica arma contro la carie

La carie influisce sulla salute di oltre tre miliardi di persone al mondo, in base al suo stadio di avanzamento ci sono diversi modi per intervenire. Vediamo insieme quali.

La patologia orale più diffusa al mondo è la carie, lo dice il “Global oral health status report: Towards universal health coverage for oral health by 2030” (Report sulla stato della Salute Orale Mondiale: verso una copertura universale per la salute orale entro il 2030), diffuso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità a novembre 2022.

L’analisi ha mostrato, inoltre, che circa 3,5 miliardi di persone in tutto il mondo sono state colpite da malattie orali nel 2019. Nello specifico, la carie non trattata dei denti permanenti è la più diffusa delle patologie orali con circa 2 miliardi di casi, segue la malattia parodontale grave con circa 1 miliardo di casi, quindi la carie non curata dei denti decidui con circa 510 milioni di casi e l’edentulismo con 350 milioni di casi.

La prevenzione resta l’unica arma efficace contro la carie, ed è per questo che da anni promuoviamo il nostro programma di prevenzione carie, pensato per coinvolgere bambini e genitori in un percorso di educazione alla salute orale.

Abbiamo già visto, inoltre, cos’è la carie, perché si sviluppi e come in odontoiatria conservativa si ricostruisca la parte del dente che è stata distrutta con una otturazione che ne ripristini la forma originaria.

Quando l’otturazione non basta: intarsi e capsule

Quando la carie è profonda o ha danneggiato oltre il 50% del volume del dente, all’otturazione in composito si predilige l’intarsio. L’intarsio dentale è una tecnica che consente una ricostruzione dentale personalizzata dei denti posteriori, ovvero i molari e premolari, ma si può ricorrere all’intarsio dentale anche in caso di vecchie otturazioni in amalgama sui denti posteriori che richiedono una sostituzione.

Quasi come il pezzo di un puzzle che si adatta perfettamente allo spazio in cui dev’essere inserito per completare il senso dell’immagine, così l’’intarsio dentale è un dispositivo medico, realizzato su misura da laboratori specializzati, che viene utilizzato per “restaurare” sia dal punto di vista estetico che funzionale un dente danneggiato.

L’uso degli intarsi dentali è comune in odontoiatria conservativa, poiché possono migliorare l’aspetto dei denti danneggiati in modo naturale.

Distinguiamo tre tipologie di intarsio:

  • Inlay: quando è applicato all’interno della superficie dentale;
  • Onlay: quando è applicato a parziale copertura della superficie dentale;
  • Overlay, quando è applicato per totale copertura della superficie del dente.

Intarsio Inlay

Intarsio Onlay

Intarsio Overlay

Come si applica un intarsio

L’applicazione di un intarsio dentale è una procedura delicata, spesso effettuata in più fasi.

In un primo intervento si rimuove la carie e la parte danneggiata del dente. A quel punto grazie allo scanner intraorale si ricava un’immagine digitale del dente, che sia la base per la realizzazione di un intarsio perfettamente a misura della forma e della dimensione del dente da trattare.

In una seconda fase l’intarsio viene fissato sul dente con una resina adesiva al fine di evitare possibili infiltrazioni batteriche e infezioni.

Quando l’intarsio è stato incollato correttamente, offre un’ottima funzionalità e un’estetica del tutto naturale.

Rimozione della carie

Scansione intraorale

Applicazione dell’intarsio

Quanto dura un intarsio?

La durata di un intarsio dipende dal materiale utilizzato, dalla cura quotidiana dei denti da parte del paziente e dal livello di stress al quale viene sottoposto il dente trattato. In generale, gli intarsi in ceramica e in zirconia hanno una durata più lunga rispetto agli intarsi in composito o in oro.

Un intarsio in ceramica o in zirconia può durare anche più di 10 anni se curato adeguatamente. Nello stesso modo, gli intarsi in composito o in oro possono resistere molti anni se vengono curati e controllati con regolarità.

E le capsule, cosa sono?

La corona protesica, conosciuta comunemente con il termine “capsula” è una corona dentale artificiale, costituita da un cuore metallico estremamente resistente e da un rivestimento lucido in resina o ceramica. In base alla composizione si distinguono diversi tipi di capsula dentale:

  • Capsula dentale in metallo-ceramica: caratterizzata da un’armatura interna in metallo resistente e un rivestimento esterno in ceramica feldspatica, che garantisce una superficie di masticazione resistente e sovrapponibile allo smalto dentale naturale.
  • Capsula dentale in ceramica metal free: caratterizzata da una struttura integralmente in ceramica o dalla presenza di un’anima rigida in ossido di zirconio e da una parte esterna in ceramica, che permette di ottenere migliori risultati estetici rispetto alla precedente, perché del tutto priva di componenti metallici.

Per bilanciare meglio funzionalità ed estetica nel nostro studio usiamo principalmente le capsule in zirconia per i posteriori e in ceramica per gli anteriori.

Proprio come un guscio protettivo, la capsula dentale, infatti, ricopre un dente gravemente danneggiato, ne rafforza la struttura e lo protegge da inevitabili fratture. L’intervento che prevede l’inserimento della capsula sul dente viene chiamato incapsulazione dentale e si predilige quando:

  • La polpa dentale è seriamente compromessa da pulpite o infezioni.
  • Il dente è scheggiato, rotto o seriamente lesionato.
  • Il dente è estremamente fragile e soggetto alla rottura.
  • Lo smalto è irrimediabilmente danneggiato.
  • Il dente è stato devitalizzato e necessita di una nuova corona artificiale.
  • Bisogna coprire un impianto dentale.
  • Si soffre di malattie dentali che conducono al progressivo sfaldamento dello smalto dentale.

Come si applica una capsula?

Per incapsulare il dente, è necessario creare lo spazio per la capsula provvisoria, rimuovendo tutta la corona naturale danneggiata.

Anche in questo caso, l’ausilio della scansione intraorale permette di creare una corona dentale personalizzata sull’anatomia del paziente. Una volta realizzata la protesi si procederà ad applicarla per verificarne l’effettiva aderenza e a correggere eventuali discromie in rapporto agli altri denti. Una capsula ben fatta non deve mostrare alcuna differenza con i denti naturali. Raggiunto il risultato desiderato si procederà a cementare la corona protesica.

Rimozione della corona

Scansione intraorale

Applicazione della capsula

Quanto dura una capsula?

L’igiene orale quotidiana, le abitudini alimentari e la consueta seduta di controllo dal dentista saranno tutti fattori importanti per la durata della capsula dentale.

Una capsula ben mantenuta può durare dai 10 ai 15 anni, anche se ci sono molti fattori individuali che possono accorciare o allungare questo periodo. Bruxismo e recessione gengivale, ad esempio, possono portare a complicazioni che accorciano queste tempistiche.

Illustrazioni di Paolo Piccinini