Pedodonzia

Le domande di ogni genitore sulla salute dentale del proprio figlio

Pedodonzia: le domande di ogni genitore sulla salute dentale del proprio figlio
14 Marzo 2024 Studio Inserra

Cos’è la Pedodonzia?

Per la salute orale dei bambini dall’infanzia e fino a tutta l’adolescenza c’è una branca specifica dell’odontoiatria: è la Pedodonzia, il cui scopo non è solo la cura delle più frequenti malattie dentali, ma soprattutto quello di seguire il bambino con un piano di prevenzione per evitare la comparsa di tutti i fastidi e i problemi che possono poi condizionarne la salute nel tempo.

A differenza di quanto possa sembrare, il pedodontista è una figura specifica che ha con il suo paziente un approccio assolutamente differente rispetto a quello che può avere il dentista con l’adulto. Un bambino, infatti, ha bisogno di un’attenzione, un linguaggio e una gestione dell’approccio fisico molto particolare.

Insegnare ai bambini le piccole buone abitudini quotidiane che possono aiutarli a prendersi cura da solo della sua bocca non è un dettaglio da sottovalutare, ma un momento importante della sua crescita.

Un momento in cui ad aiutare il bambino dev’essere una vera e propria squadra, composta dagli specialisti e dai genitori. Sono loro spesso a porsi una serie di domande a cui da anni rispondiamo con professionalità per supportarli e consigliarli.

Vi proponiamo le più frequenti, certi che possano essere utili anche per voi. A rispondere la Dottoressa Francesca Inserra e il Dottor Franco Inserra.

Cosa ci chiedono i genitori

A che età è consigliato portare i bambini per la prima volta dal dentista?

Le Linee Guida dell’OMS e del Ministero della Salute consigliano di effettuare la prima visita dal dentista a 3 anni, cioè quando tutti i dentini da latte sono in bocca. È il momento giusto sia per monitorare le carie e la salute gengivale, sia per valutare la crescita scheletrica che la posizione dei denti.
È l’occasione per informare i genitori sulle più opportune misure di igiene orale per il bambino e individuare, laddove ce ne siano, le abitudini sbagliate che nel tempo possono causare problemi o malattie della bocca, ad esempio una cattiva alimentazione o l’uso di ciucci dalla forma o dimensioni scorrette.

È poi consigliabile portare il bambino almeno una volta all’anno dal dentista, sia per controllare strada facendo lo sviluppo armonico della bocca e dei denti, sia per creare un rapporto di fiducia con il pedodontista ed evitare il trauma di una conoscenza dovuta ad un’emergenza come un mal di denti o un trauma.

A quanti mesi dovrebbero nascere i primi denti?

Solitamente i primi dentini compaiono tra i 6 e i 10 mesi, ma dipende da tanti fattori della crescita, non esiste quindi una regola valida per tutti. I primi a nascere sono quasi sempre gli incisivi da latte inferiori, seguiti poi tra gli 8 e i 12 mesi dagli incisivi centrali da latte superiori e poi dagli incisivi laterali e così via. La dentizione si completa di solito tra i due e i tre anni di vita e si compone di 20 dentini.

Quando l’uso dello spazzolino deve diventare un’abitudine quotidiana? Con o senza dentifricio?

Il prima possibile. Non appena nasce il primo dentino bisogna già pensare a prendersene cura. Fino a quando il bambino non ha le capacità manuali per farlo da solo sono i genitori a dover pulire i denti e le gengive almeno due volte al giorno. Per farlo si può usare una garza bagnata arrotolata su un dito e passata sui dentini e massaggiare tutte le mucose della bocca.

Poi è opportuno lasciarlo giocare con lo spazzolino perché inizi a familiarizzare e coinvolgerlo da spettatore nelle quotidiane abitudini di igiene orale dei genitori. I bambini, si sa, ci imitano e non c’è nulla di meglio che dare il buon esempio.

Lo spazzolino è lo strumento che pulisce i denti dai residui di cibo e dalla placca, il dentifricio serve a veicolare sui dentini una quantità efficace di fluoruri che rinforzano e proteggono lo smalto dalla carie. Quindi dentifricio sì, ma è sufficiente già in piccole quantità.

I denti da latte, se c’è una carie o qualche altro problema, vanno curati?

Certamente sì. Non solo per i denti. Infatti mantenere in buona salute la bocca, i suoi tessuti e i denti favorisce anche lo sviluppo di un apparato stomatognatico sano. I denti da latte sono molto importanti fino al momento in cui vengono persi e sostituiti da quelli permanenti. La loro precarietà non deve far sottovalutare la loro importanza. Se, a causa di un trauma o di carie, i denti da latte si perdono precocemente il pedodontista valuterà se applicare mantenitori di spazio e favorire così la naturale eruzione dei denti permanenti.

Cosa fare in caso di traumi alla bocca del bimbo?

Piccoli incidenti possono capitare e non è raro che con una caduta si battano i denti con conseguenze variabili che possono anche coinvolgere i denti permanenti, anche se ancora in via di formazione. Il consiglio è di far visitare il prima possibile il bambino ad uno specialista, in modo da poter valutare in maniera immediata il da farsi e come monitorare nel tempo la comparsa di complicazioni.

Qualora il trauma coinvolga denti permanenti, se viene perso un pezzo o un intero dente, è importante recuperarlo e senza cercare di pulirlo, portarlo il più presto possibile dal pedodontista conservandolo immerso in soluzione fisiologica, latte o semplice acqua. Il reimpianto di un dente permanente entro un’ora dal trauma ha migliori possibilità di successo e prognosi.

Quali terapie si utilizzano per la cura dei denti dei bambini?

Tra le terapie che utilizziamo più spesso la più particolare è l’Ozonoterapia, che permette di trattare in modo assolutamente indolore tutti i dentini, anche quelli da latte. Si tratta di un trattamento per cui non è necessario l’uso dell’anestesia, che sfrutta le proprietà ossidanti dell’ozono e permette in circa 10 secondi di uccidere batteri, responsabili delle carie, virus e funghi. Una tecnica ideale se la carie è in fase iniziale e quindi individuata con un monitoraggio relativamente costante della bocca proprio come prevede il nostro programma di prevenzione.

Come funziona? Viene prima ripulita la superficie dentale, poi applicato l’ozono sui siti interessati da batteri grazie ad un macchinario con coppetta in silicone che delimita la zona di applicazione. Subito dopo sulla superficie dentale si applica una soluzione di fluoro e riducente apposito ad alta concentrazione per rendere possibile, in caso di carie iniziale, il processo di remineralizzazione.

L’Ozonoterapia non è l’unica terapia che utilizziamo: se la carie da trattare è avanzata procediamo anche con otturazioni e devitalizzazioni, laddove necessario con anestesia in modo che siano indolori per il bambino, e se possibile impiegando la diga di gomma per isolare i denti su quali stiamo intervenendo.